Archivio storico

L'archivio storico di Riva è assai importante, in quanto molto ricco di documenti antichi, alcuni dei quali risalenti al 1300. La maggior parte dell'archivio conserva comunque documenti che vanno dal 1550 al 1900. Questi documenti furono scritti in latino medievale fino al 1562, anno in cui il duca Emanuele Filiberto, rientrato in possesso dei suoi territori, spostò la capitale da Chambery a Torino. Questi decise di imporre l'uso della lingua italiana per tutti gli scritti ufficiali sia pubblici sia privati.

Nell'archivio ci sono ben 250 cartelle che raccolgono i documenti, a volte suddivisi in fascicoli, ed insieme ad esse si trovano una gran quantità di disegni.

Sono presenti quelli eseguiti dai vari architetti per la ricostruzione e restaurazione del Palazzo Grosso; altri disegni riguardano lo studio e la realizzazione di giardini. Queste testimonianze dei lavori degli architetti del passato furono gentilmente donate al Comune di Riva dall'ultimo erede del Palazzo Grosso, il Conte Radicati di Bronzolo.

Un'altra sezione dell'archivio è composta da diversi volumi catastali: uno di questi fu voluto dal Re Vittorio Amedeo II nel 1718, in seguito alla nascita del regno. Insieme a questo volume c'è una cartella che contiene tutti i rilievi effettuati sul territorio rivesi dai tecnici incaricati.