Il paese

Il territorio comunale di Riva presso Chieri copre una superficie di circa 36 Kmq. Si trova in una zona pianeggiante, e confina con i comuni di Arignano, Buttigliera d'Asti, Chieri, Moriondo, Poirino, e Villanova d'Asti. La sua altimetria varia da 232 a 265 metri s.l.m. e secondo dati recenti i suoi abitanti sono 3.829. Le attività principali sono prevalentemente a carattere agricolo ed artigianale, anche se sono presenti attività commerciali ed industriali.


Palazzo Grosso

Attuale sede dell'Amministrazione Comunale, fu il castello di Riva. Nel 1618 il duca di Savoia Carlo Emanuele donò alla sua favorita il castello di Riva, ricostruito dall'architetto Carlo di Castellamonte. Nel 1630 il castello passò ai conti Grosso di Brozolo da cui prese il nome, e negli anni successivi subì un lento ma costante declino, finchè nel 1726 venne decisa la sua ricostruzione. Nel 1738 l'architetto Bernardo Vittone, già autore di altre opere a Riva, fornì nuovi disegni e planimetrie. I lavori di ricostruzione furono lunghi a causa di vari passaggi di eredità e di vicende storiche. Nel 1771 l'architetto Bays fornì nuovi disegni, ma il progetto definitivo lo si deve all'architetto Mario Ludovico Quarini, che fu incaricato dalla contessa Faustina Mazzetti di Montelera nel 1779.


La chiesa parrocchiale

Dedicata all'Assunta la Chiesa parrocchiale venne edificata a partire dal 1725 ad opera dell'architetto Gian Giacomo Plantery (1680-1756). I lavori di costruzione però furono molto lenti, tanto che nel 1771 il Comune richiedeva dei nuovi disegni al nipote ed allievo di Gian Giacomo Plantery, l'architetto Bernardo Vittone. Quest'ultimo realizzò la facciata in cotto e la cupola ellittica su pianta ottagonale. La chiesa venne definitivamente completata nel 1792 dall'architetto conte Dellala di Beinasco.
All'interno della chiesa si possono ammirare varie tele negli altari laterali, tra cui la "Madonna del Rosario" attribuita a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568-1625), e l'altare barocco con colonne tortili e il crocefisso ligneo.


La chiesa della Confraternita di Santa Croce

La confraternita dei Battuti venne fondata nel 1587 e la chiesa, pià volte rimodernata venne definitivamente affrescata nel 1739 dal pittore Vitalino de Grassis. Nella cupola rappresentò il "Trionfo della Santa Croce", mentre nei quattro pennacchi raffigurò scene della "Storie della vera Croce". Nella chiesa sono presenti un coro ligneo e un organo in legno colorato, oltre che a una tela del Moncalvo raffigurante la Santa Croce, ed a una statua raffigurante Sant'Elena, la madre dell'imperatore Costantino, attribuita al Plura (1655-1737).


Il Santuario della Madonna della Fontana

Si trova sulla strada che collega riva a Buttigliera d'Asti e venne edificato dalla comunità di Riva come ringraziamento per lo scampato pericolo della peste che colpì l'Europa nel 1630. Il santuario, costruito nel 1633, venne ripreso nel 1660 fino al 1664, e riccamente ornato di tele e stucchi. L'architetto Bernardo Vittone lo ricostruì completamente nel 1736 nei pressi di una fontana miracolosa, meta di numerosi pellegrini. Il santuario che si può ammirare oggi venne invece edificato dall'architetto Luigi Michele Barberis (1725-1798) nel 1777, mentre l'attigua costruzione adibita a casa dei cappellani venne costruita nel 1789-90 dall'ingegnere Petrini.


La Cappella di Sant'Albano

Situata a sud di Riva, nella strada che porta alla borgata Tamagnone, si raggiunge dopo aver percorso un breve viale alberato. Fu costruita dai monaci benedettini del monastero di Breme, e conserva tuttora l'abside romanica semicircolare, decorata all'interno da arcate che si posano su cinque colonne ornate con capitelli. Alcuni documenti parlano di questa cappella sin dal 1103, anche se successivamente subì delle modifiche, in gran parte barocche. Ogni anno, la domenica pià vicina al 22 di giugno, una solenne processione composta dagli abitanti rivesi si dirige verso la cappella, per partecipare alla solenne Festa di Sant'Albano, il patrono di Riva, di origine antichissima, e il cui simbolo è un carro trainato da due cani, per commemorare il miracolo compiuto dal santo protettore dei contadini e della campagna.


La torre astense

Di origine medievale la torre è composta da tre lati ed aveva come scopo la protezione della porta del castello, allora di possesso dei signori di Asti, mentre una parte del popolo era assoggettata al comune di Chieri. Ai piedi della torre vi è l'ingresso ad arco, ed è composta da laterizi con fasce decorative, e da un ricco fregio.


Il campanile

Si pensa che all'epoca medievale questa torre campanaria fungesse da torre comunale. Completamente costruito in muratura presenta alcune piccole feritoie ed una meridiana recentemente restaurata.


Casa canonica

Accostata al campanile e di origine gotica conserva tuttora tracce di due bifore con doppia costolonatura e con un'esile colonna in pietra che sorregge un raffinato capitello a boccioli.